lunedì 2 marzo 2009

Io non sono

Occorre scriverne, e quindi.

Il problema è che se ne avessi la capacità, l'avrei già fatto. Spesso, queste sere, ho pensato al motivo per il quale non mi venisse automatico il nesso mentale tastiera-scrittura. Un mistero, a quanto pare. Perchè è sempre stato così, o quasi. Voglio dire... solitamente, in periodi analoghi, parlarne era tutto ciò che volevo. Condividere. Il sinallagma arrivava immediato, seguente all'emozione.

Io vivo, dunque scrivo. Io sono felice, dunque gli altri devono saperlo.

E' questo, forse, il problema. Forse sono stata troppo tempo da sola, e troppo a lungo ho sostenuto sguardi accesi a tentare invano di illuminare anche il mio. E' forse questa, la consapevolezza della quale parlano? No, perchè è un paradosso, se ci pensi. Faccio un esempio: è possibile ascoltare una canzone d'amore ed essere felici, per il semplice fatto di ascoltarla?

Oggi m'hai accompagnata a lezione. Hai desiderato continuare a stare con me, anche dopo, anche sotto la pioggia. Senza ombrello. Ci siamo chiusi in macchina e abbiamo parlato per due ore. Poi abbiamo fatto un giro random per Roma. Imbottigliati nel traffico delle sette, comunque, abbiamo continuato a parlare. A fumare. A parlare. Abbiamo trovato parcheggio immediatamente, cosa sulla quale si potrebbe soffermarsi. Abbiamo mangiato la pizza a Piazza Trilussa. Ho cantato con la signora della pizza una canzone, a voce alta. Abbiamo bevuto io una Bud, tu una Beck's. Mi hai detto che odi gli americani. Ci si sono dilatate le pupille, e tu te ne sei accorto. Non hai sorriso mai. Io ho sorriso sempre. Mi hai detto che mi ami. Siamo stati due ore appesi al ponte con il Tevere sotto a fare l'amore a modo nostro. Mi hai detto è meglio questo ponte di quello dell'altra sera. Ti ho chiesto perchè. Mi hai risposto perchè adesso hai gli occhi lucidi. E' per il vento. Non c'è vento. Io che sorrido sempre e faccio finta non sono riuscita a dirti una sola parola - una - che potesse farti capire cosa stai diventando per me. Tu che non sorridi mai e sei - senza alcun dubbio - la creatura più bella sulla quale abbia mai solo osato posare gli occhi, sei riuscito a stringermi e a dirmi non ci credo è troppo bello.

Io non sono una scrittrice. Io sono una stronza qualsiasi, che decide di riaccompagnarti a casa - in culo alla luna - e poi si deve fermare al casello per un attacco di panico che non saprai mai. Io non sono una scrittrice. Io sono una che si stira i capelli la mattina per piacerti di più e la notte ti sogna. Io non sono una scrittrice, nè tantomeno la donna della tua vita, quella fatalona che un giorno arriverà e ti porterà via lontano, senza averne paura, senza doversi fermare. Io non sono una scrittrice. Io sono quella che si vergogna a dirti il suo cognome, e cambia discorso, perchè è troppo brutto. Io sono il surrogato di chi vorrei essere, e mi nascondo dietro uno pseudonimo, tra l'altro nemmeno originale - roba da denuncia -, perchè ho paura di essere. Io non sono una scrittrice. Io sono una che si è fatta i film in testa per anni, e adesso ha te, tra le mani, e non sa come fare, da dove cominciare. Io non sono una scrittrice, non so sfogliarti i petali, non so dirti ad alta voce, fino a due settimane fa cantavo di uno che nemmeno mi guardava. Io non sono una scrittrice, cazzo. Io sono una che vuole sempre e solo chi non ricambia. E adesso?

Io non sono una scrittrice, dunque. Ed è per questo che non riesco a scriverti. Lo scrivere, per me, è una terapia, mi serve a mettere a fuoco i pensieri. Scrivo per sfogo, non per mestiere, osservo e descrivo ciò che immagino, tutto, fuorchè la realtà. Ma con te che mi guardi così, che mi stringi davvero, che davvero domani ci sei e ci sarai, come posso?

Clivi troppo molli, perfetti, per essere sfiniti in composizione. Proverò a tesserti nella realtà, ad intagliare al meglio questo piccolo capolavoro. Prenderò posizione, assecondando i miei limiti, le mie fughe di gas. Io non sono una scrittrice, amore, e ho paura che tu non sia vero perchè non riesco davvero a immaginarti migliore, in nessun modo, di quanto tu non sia in realtà.

Ninna nanna, amore mio. Che io possa un giorno, davvero, trovare il coraggio di dormirti tra i capelli, senza morire.


Io non sono una scrittrice. Io sono, ora, la protagonista del libro che avrei voluto scrivere.

3 commenti:

  1. Denso di poesia. Scrittrice, non c'è dubbio, che tu lo voglia o no. Un abbraccio

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  2. Amalo fino in fondo, sii naturale sii te stessa scrittrice sognatrice, amalo e basta.
    Non mitizzare lui, è gia tuo, la sua bellezza nei tuoi occhi è la stessa riflessa nei suoi quando tu sei li appoggiata alle sua labbra.
    Non fantasticare, la fantasia per definizione è surreale e quasi mai porta ad avere sorprese e quasi mai soddisfa, VIVILO.
    JOY

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  3. oddio mio....ho pianto...e sto piangendo...e credo che continuerò a farlo...
    Perchè io amo l'amore.
    E....sei umile e una bella persona.
    Meriti tutto l'amore che quest'uomo di titanio può darti...saprai amarlo e sarai grandiosa,io lo so...semplicemente perchè da una settimana ti conosco. E da una settimana immagino che fai i tuoi amati dolci,da una settimana penso ai cocktail,oggi hai provato a fare un clafoutis per tre volte e la terza mi hai raccontato,involontariamente,quanto è grande per te l'amore...
    Chissà se ho reso l'idea,zoe trope che ho tanto odiato per un giorno intero infernale e adesso adoro.
    Ama zoe. Ama e scrivi.
    un grande abbraccio
    7edra Poe

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