mercoledì 10 giugno 2009

post-it [ flash metropolitano, lungo la costa ]

Lui è disteso sul letto, e per la prima volta, sul serio, lei lo desidera. Vuole, con tutta se stessa, farne. Di intrecci osé ne sa ben poco, è già tanto che non rimanga di là, seduta sulla sedia di plastica, un gomito poggiato sul tavolino, l'altro - sospeso - appeso alla sigaretta incollata alla bocca. Non rimarrebbero liquori sul filtro arancione, stavolta. Le labbra sono secche di sabbia e di umori riversati negli antri segreti. Lei lo guarda, lo sfinisce. Finisce il gioco dei suoi occhi severi, delle sue spalle imbronciate riversate contro la spalliera. Non si stupirebbe se la mandasse al diavolo. Eppure, sta. Perchè immobile e moto è quel movimento convulso dentro allo stomaco, da celare impossibile, così si avvicina per avvicinarlo meglio.

Ricorda di quando a farle compagnia c'era solo il fischio del vento, tra le persiane, di sera. La compagnia bonaria di un bicchiere di vino da un ero e cinquanta, a disinibirle le dita sulla tastiera, la musica a pompare nelle casse. Quante parole, allora, come unico appiglio. Tutti i desideri repressi, le fughe di gas fatte rientrare prima che potessero fare del male, la corrente risparmiata con la scusa dell'ozono. E il protocollo di Kioto a giustificare il silenzio. Libri. Libri su libri lesse, rimaneva le ore a sfogliarli, e ancora. Visse con Gatsby il riflesso delle luci algide e verdi, che si riflettevano dall'altra parte della strada. Corse con Fante lungo le strade polverose dell'America lontana, che sapevano di chiuso. Ascoltò i grandi raccontare l'amore, per cercare di impararlo, di capirlo.

Eccolo, il bandolo della matassa. Eccolo l'ultimo punto di cucito sulla tela. E' solo odore, questo, eppure strina, divelti i rami, si avvicina.

Per questa notte, che tutte le altre cancella indietro, l'ultimo quesito sviolina dalla finestra, a fare rumore da altre parti. E grazie a quei benefici astanti del mare morto e del crepitio delle onde contro le stelle, il silenzio stanotte non la spaventa.

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